Eventi a Roma a maggio: Trastevere Segreto

Torna l’appuntamento con gli itinerari culturali pensati per coloro che hanno deciso di diventare associati dell’APS TracciaRoma. Dopo l’appuntamento con Caravaggio tra le vie del centro storico, ci spostiamo a Trastevere. Un tour inedito che vi porterà in uno dei rioni più amati e conosciuti della Città. L’ottica però è quella che da sempre accompagna TracciaRoma: rivelare lati nascosti e aspetti poco comuni dell’immenso patrimonio storico-culturale di Roma. Vuoi partecipare anche tu?Continua a leggere per scoprire come prendere parte a questo evento di maggio a Roma! Le bellezze di Trastevere Tra gli eventi riguardanti Roma a maggio, domenica 17 maggio si svolgerà l’itinerario Trastevere Segreta, organizzato dall’APS TracciaRoma. La seconda data pensata per l’itinerario è domenica 14 giugno. Le prenotazioni sono già aperte, solo per i tesserati TracciaRoma. Ci troviamo a Trastevere, tredicesimo Rione di Roma che risulta essere anche quello più esteso; un tempo centro di romanità, ora più attraente per turisti e appassionati.Per TracciaRoma è fondamentale riscoprire e proporre un modo differente di vivere la ricchezza culturale presente nella Città e nel Rione. Proprio per questo motivo abbiamo scelto questa zona per il nostro secondo itinerario. L’appuntamento per iniziare insieme il percorso è nella piazza antistante la Chiesa di San Francesco a Ripa, nella quale entreremo per ammirare: Successivamente ci avvieremo verso Santa Cecilia in Trastevere in cui abbiamo pensato di mostrarvi il ciborio, il mosaico e la statua di Santa Cecilia. Dopo esserci soffermati sulla volta di Sebastiano Conca, vi inviteremo a visitare il suggestivo affresco in controfacciata di Pietro Cavallini (con un pagamento di 3€ alle Suore Benedettine di S. Cecilia). A quel punto la visita sarà conclusa e i partecipanti potranno muoversi verso la vicina Isola Tiberina o verso l’Altare della Patria, che si vede in lontananza da uno scorcio poco fuori Santa Cecilia in Trastevere. Come partecipare Sei a Roma, a maggio, e vorresti partecipare alle attività proposte da TracciaRoma? Il nostro itinerario è aperto a tutti coloro che vogliono immergersi nell’arte di Roma e vivere questa esperienza. Per partecipare alle attività di TracciaRoma è necessario essere tesserati: la tessera ha un costo di 10€, vale per tutto il 2026 e permette di accedere a tutti gli eventi e itinerari organizzati durante l’anno. Entra anche tu a far parte della community di TracciaRoma, associati cliccando qui e segui i pochi passaggi che ti verranno automaticamente comunicati tramite email sul come procedere al tesseramento. Voglio Associarmi
L’APS TracciaRoma: un’associazione culturale di Roma in crescita e movimento

“TracciaRoma è passione, TracciaRoma è vita” “Grazie per restituirci la nostra città museo” Queste semplici parole rappresentano la nostra essenza, mostrando tutto l’impegno e la dedizione che c’è dietro questo progetto. Questi sono due dei tanti post-it che sono stati lasciati durante l’evento di inaugurazione avvenuto il 20 dicembre 2025, che ha confermato la volontà dell’APS di crescere insieme ad una comunità attiva e appassionata come un’ associazione culturale di Roma. Una mostra fotografica che racconta identità e territorio L’evento si è aperto con una mostra fotografica contenente una serie di scatti realizzati da diversi fotografi che hanno da sempre accompagnato l’associazione. Ogni immagine era affiancata da un QR code, che ha permesso ai visitatori di immergersi nelle storie delle varie opere. Attraverso audioguide ed elementi visivi, è stato possibile fondere la storia con il digitale e riscoprendo luoghi nascosti con uno sguardo innovativo. Un itinerario fotografico libero, che ha guidato oltre 70 persone alla scelta del percorso da seguire rivelando angoli segreti della città. Questo ha permesso di raccontare l’identità che l’APS TracciaRoma sta costruendo. Presentazione dell’associazione: Idee e visioni L’APS TracciaRoma nasce con l’obiettivo di raccontare una Roma più nascosta, attraverso risorse digitali diverse. L’associazione ha lo scopo di far emergere gli aspetti meno visibili del territorio e le storie che lo attraversano. Non solo offrendo visioni future ma unendo quelle del passato al presente. Il lavoro dell’APS prende forma grazie a progetti che invitano a scoprire una Roma con occhi diversi. Durante l’evento, i partecipanti hanno poi condiviso idee e suggerimenti, creando un clima di collaborazione. Questo ha mostrato quanto la comunità sia parte essenziale e quanto il contributo di ciascuno possa fare la differenza. Guarda il reel dell’evento Un futuro che prende forma: prospettive e nuovi traguardi Nella parte finale dell’incontro, sono stati presentati i nuovi obiettivi per il 2026. Nuovi progetti, collaborazioni e attività pensate per ampliare ancora di più la partecipazione. Ad oggi, contiamo una comunità forte con già 70 tesserati. Il nuovo anno si apre quindi con tanta energia e una nuova spinta creativa, con nuovi scenari pronti a diventare progetti concreti e reali. “Che queste meraviglie siano solo l’inizio di questo fantastico progetto” Il 2026 si apre con questo augurio. Se vuoi essere parte delle attività e delle iniziative che stiamo costruendo associati all’APS TracciaRoma e accompagnaci in questo nuovo percorso! Clicca per scoprire come associarti a TracciaRoma
Mostra di Roma a dicembre: TracciaRoma si racconta

Nel quartiere Esquilino, a due passi dalla metro A fermata Manzoni, l’APS TracciaRoma inaugura un nuovo capitolo con il primo evento associativo pensato per raccontare la propria visione. Durante l’evento, creato ed ideato dal team under 30, sarà possibile vivere una mostra su Roma che, per chi ama esplorare la città attraverso l’arte, è un’occasione imperdibile. La mostra fotografica gratuita è sabato 20 dicembre al Polo Civico Poleis Esquilino, dalle ore 17:00 e non si limita ad esporre immagini, ma invita a percorrere storie, angoli nascosti e connessioni urbane. TracciaRoma: Un viaggio tra passato e futuro Nata nel 2020 come spazio digitale, TracciaRoma con il suo primo evento in presenza, vuole dare voce alle storie nascoste della città di Roma. Questo progetto espositivo prende forma con una selezione di fotografie, appositamente scelte per restituire la complessità della Capitale. Gli autori degli scatti, sette fotografi che nel tempo hanno collaborato con l’APS TracciaRoma, con approcci e sensibilità diverse hanno immortalato frammenti di vita, architetture dimenticate e gesti quotidiani. Ogni scatto sarà accompagnato da un QR code che aprirà a contenuti multimediali, creando un ponte tra l’immagine e il suo contesto. Attraverso questa mostra fotografica di Roma, vogliamo dare una nuova forma alla città senza dimenticare le sue radici storiche. Un’esperienza interattiva condivisa I visitatori saranno protagonisti e saranno liberi di scegliere percorsi e storie da seguire. La mostra di Roma diventa, quindi, un’esperienza partecipativa dove la città si rivela in tutti i suoi lati e memorie nascoste. L’esposizione terminerà con un momento collettivo: il lancio ufficiale dell’Associazione TracciaRoma APS. Vivi una Roma come non l’hai mai vista e lasciati guidare da racconti e ascolti. L’ingresso è gratuito, e puoi portare chi vuoi. Ti aspettiamo sabato 20 dicembre dalle 17:00 al Polo Civico Poleis Esquilino. Non perdere l’occasione di far parte di una comunità che condivide con passione il presente e il passato della città, con uno sguardo puntato, con fiducia, al futuro. Scopri di più sul nostro profilo Instagram
Taddeo Zuccari: Il genio del Manierismo italiano tra Roma e Urbino

Il Manierismo è forse la stagione storico-artistica più controversa della storia dell’arte italiana. Viene definito come l’imitazione, a volte esasperata, delle idee e dei disegni dei grandi maestri del Rinascimento, fino quasi alla loro deformazione.In questo contesto di sperimentazione e ricerca, spiccano due fratelli destinati a lasciare un segno profondo: Taddeo Zuccari e Federico Zuccari. Chi era Taddeo Zuccari Taddeo Zuccari (Sant’Angelo in Vado, 1529 – Roma, 1566) fu uno dei pittori più brillanti e innovativi del Cinquecento italiano. Come Raffaello Sanzio, morì giovane, a soli 37 anni, ma in questo breve arco di tempo riuscì a cambiare per sempre il linguaggio della pittura romana.La sua arte rappresenta un ponte ideale tra la tradizione del primo Rinascimento e la complessità stilistica del Manierismo maturo. Le origini e la formazione Nato a Sant’Angelo in Vado, nei pressi di Urbino, Taddeo mostrò sin da bambino una straordinaria predisposizione per il disegno.Fu avviato alla pittura dal padre Ottaviano Zuccaro, per poi studiare con Pompeo da Fano. Tuttavia, giudicando quest’ultimo un “pittore scadente”, come ricorda Giorgio Vasari, Taddeo decise di tornare dal padre per perfezionarsi.A soli 14 anni, nel 1543, partì per Roma, animato dal desiderio di misurarsi con i grandi maestri del tempo. L’arrivo a Roma e l’influenza dei grandi maestri Nonostante le difficoltà economiche e le precarie condizioni di vita, Taddeo Zuccari trovò nella Roma del Cinquecento un ambiente artistico vivacissimo.Qui poté studiare da vicino gli affreschi della Farnesina di Raffaello e il Giudizio Universale di Michelangelo, traendone ispirazione per elaborare uno stile personale.Entrò anche in contatto con pittori attivi in città come Perin del Vaga, impegnato allora nella Sala Paolina di Castel Sant’Angelo. Molte informazioni sui suoi primi anni romani ci vengono fornite dal fratello minore Federico Zuccari, autore di un prezioso album di disegni oggi conservato alla Rosenbach Foundation di Philadelphia. La prima commissione pubblica di Taddeo Zuccari La prima commissione importante di Taddeo Zuccari segna l’inizio della sua affermazione tra i principali pittori della capitale.Per comprendere la portata di quest’opera è utile ricordare che, in quegli anni, Roma era animata da maestri come Polidoro da Caravaggio e Maturino da Firenze, celebri per le facciate dipinte dei palazzi nobiliari.Questo genere, molto in voga nel Cinquecento, prevedeva la decorazione delle facciate con scene mitologiche o storiche tratte dall’antichità romana. La facciata dipinta del Palazzo di Jacopo Mattei rappresentò il primo importante incarico pubblico di Taddeo Zuccari, purtroppo oggi perduto.Grazie però alle fonti vasariane e alle ricerche degli studiosi Gere e Vincenzo Farinella, è stato possibile ricostruire graficamente l’apparato decorativo, ispirato alla biografia di Furio Camillo tratta dai libri V e VI di Tito Livio. La maturità artistica di Taddeo Zuccari: Roma e la gloria delle grandi committenze Poiché le pitture murali di Palazzo Mattei sono completamente scomparse, l’unica testimonianza rimasta del ciclo decorativo realizzato da Taddeo Zuccari è costituita dai disegni preparatori conservati oggi nella collezione Gere di Londra.In essi si percepisce la fierezza delle pose e la forza del segno, elementi che rivelano la dedizione di Taddeo alla ricerca di un linguaggio pittorico vivace e dinamico.Proprio questa energia espressiva gli valse un rapido successo a Roma, dove già dal 1550 ricevette numerose commissioni per affreschi e facciate dipinte, oggi purtroppo perduti. Da Roma a Urbino: il legame con Guidobaldo della Rovere La fama di Taddeo Zuccari si diffuse velocemente, attirando l’attenzione del duca Guidobaldo II della Rovere, che lo volle al proprio servizio a Urbino.Nel 1553, quando Guidobaldo fu chiamato a Roma per ricevere le insegne di Capitano Generale della Chiesa, presentò Taddeo al pittore Prospero Fontana, impegnato allora nei lavori di Villa Giulia, la residenza papale voluta da Papa Giulio III. All’interno del complesso di Villa Giulia, Taddeo partecipò alla decorazione di alcune stanze, riconoscibile in particolare nel fregio raffigurante i colli di Roma.Fu proprio in questo cantiere che il suo stile subì una svolta decisiva, maturando e assimilando la potente lezione di Michelangelo Buonarroti, sia nella costruzione delle figure sia nella tensione plastica delle composizioni. La Cappella Mattei: un capolavoro della maturità La vera consacrazione artistica di Taddeo Zuccari arrivò con la Cappella Mattei nella chiesa di Santa Maria della Consolazione a Roma, commissionata nel 1553 e completata tre anni dopo, nel 1556.Jacopo Mattei, membro della congregazione della chiesa dal 1543, affidò a Taddeo l’intero ciclo decorativo dedicato alle Storie della Passione di Cristo. In queste opere è evidente l’influenza di Michelangelo, percepibile nelle pose ardite e disarticolate dei personaggi, nella potenza anatomica e nella drammaticità delle scene.Con la Cappella Mattei, Zuccari dimostrò di aver pienamente assimilato la grande tradizione michelangiolesca, rielaborandola in una chiave personale e moderna che lo rese uno dei protagonisti del Manierismo romano. La Cappella Frangipane e la collaborazione con Federico Zuccari Il successo della Cappella Mattei aprì a Taddeo Zuccari una nuova e prestigiosa commissione: la Cappella Frangipane nella chiesa di San Marcello al Corso.La famiglia Frangipane, imparentata con i Mattei, incaricò gli Zuccari di rappresentare le Storie di San Paolo.I lavori iniziarono nel 1558 e furono completati solo dopo la morte di Taddeo dal fratello Federico Zuccari, che nel frattempo era giunto a Roma per collaborare con lui. L’intesa artistica tra i due fratelli fu immediata: insieme realizzarono una serie crescente di opere, dagli affreschi in Santa Maria dell’Orto a numerosi quadri a olio per collezioni private.Questa fase segna il momento di piena affermazione del “marchio Zuccari”, una vera bottega familiare capace di rispondere alle più alte richieste della Roma pontificia. L’affresco di Santa Sabina e l’anticipazione della pittura riformata Tra le ultime opere di Taddeo Zuccari spicca la decorazione absidale della basilica di Santa Sabina, commissionata dal cardinale Otto von Truchsess tra il 1559 e il 1560.L’affresco raffigura Cristo sul monte, circondato da apostoli e santi, in un’interpretazione solenne ma innovativa.Quest’opera, profondamente meditata e teologicamente rigorosa, anticipa di decenni la pittura riformata di fine secolo: nelle sue soluzioni compositive e nella sobrietà del linguaggio pittorico si intravedono già i principi che ispireranno Annibale Carracci e la scuola bolognese. È proprio questa capacità di guardare oltre i confini stilistici del proprio
La Roma di Giulio II: Musei Vaticani e Cortile del Belvedere

Il Cortile del Belvedere, via della Lungara e via Giulia sono solo parte dell’eredità di Giulio Il. Perché fu così importante il suo pontificato per la città di Roma? Il 31 ottobre 1503 Giulio II della Rovere fu proclamato pontefice, segnando l’alba di una nuova epoca per Roma. Non soddisfatto di un semplice ruolo spirituale, volle imprimere alla città il respiro classico del Rinascimento a Roma, trasformando ogni progetto in uno strumento di potere e bellezza. Raffaello, nella Volta della Stanza della Segnatura nei Musei Vaticani, celebrò quell’evento con la musa Urania, simbolo di una Roma universale e cosmica. Bramante architetto dei Sacri Palazzi e le nuove “vie di rappresentanza” Per tradurre questa visione in marmo e pietra, Giulio II nominò Donato Bramante architetto dei Sacri Palazzi. Tra il 1504 e il 1508, il tessuto medievale attorno al Vaticano venne lacerato da nuovi assi di grande respiro, vere e proprie “vie di rappresentanza” che collegavano il potere papale alle soglie del Tevere e alle dimore aristocratiche emergenti. Cortile del Belvedere: un capolavoro del Rinascimento a Roma I loggiati coperti tra Sacri Palazzi e villa di Innocenzo VIII Volendo evitare la faticosa scalata dal Palazzo Apostolico alla villa del Belvedere, Giulio II affidò a Bramante il progetto di due loggiati coperti. Lunghi oltre 300 metri e percorribili a cavallo, questi corridoi permettevano al pontefice di raggiungere in sicurezza il Cortile del Belvedere, attraversando i piani superiori dei Musei Vaticani e sfuggendo alle intemperie. Le tre terrazze e il simbolo della Pigna bronzea Il complesso si articola su tre terrazze ortogonali che degradano il pendio vaticano. La prima, il vero “Belvedere”, si affacciava sul Tevere; la seconda, oggi in parte nascosta dalla Biblioteca Apostolica, fungeva da elemento di raccordo; l’ultima, il Cortile della Pigna, ospita la grande pigna bronzea dei Musei Vaticani, emblema di fertilità e continuità tra antico e moderno. Ampliamento di Via della Lungara e Ponte Sisto Sfruttando la strada tracciata da Alessandro VI, Bramante rese Via della Lungara un’arteria più ampia, collegando direttamente i Sacri Palazzi a Ponte Sisto, costruito dallo zio Sisto IV. Questa via papale non solo agevolava il transito, ma simboleggiava il passaggio da un Medioevo frammentato a una Roma unificata sotto il segno del Rinascimento. Via Giulia e l’aristocrazia rinascimentale Dall’altra parte del Tevere, Bramante tracciò la celebre Via Giulia, una “Via Recta” Nord–Sud che divenne sede delle più importanti famiglie nobili. Lungo questo viale sorsero edifici prestigiosi come Palazzo Farnese (oggi Ambasciata di Francia) e venne concepito l’arco privato di Michelangelo, l’Arco Farnese, simbolo delle ambizioni urbane di Giulio II. Come visitare il Cortile del Belvedere Orari, biglietti e itinerario consigliato Il Cortile del Belvedere si visita attraverso i Musei Vaticani (Dal lunedì al sabato: 8.00 – 20.00, con ultimo ingresso alle ore 18.00). È consigliato prenotare online per evitare le code e verificare eventuali chiusure sul sito ufficiale. Un percorso ideale parte da Via della Lungara, passa su Ponte Sisto, prosegue lungo Via Giulia e si conclude con l’ingresso al cortile della Pigna nei Musei Vaticani. Fotografie e curiosità per i visitatori Per immortalare la luce che gioca tra gli archi del Cortile del Belvedere, conviene posizionarsi sulla terza terrazza in tarda mattinata. Non perdetevi l’affaccio sulla volta della Stanza della Segnatura, dove Raffaello incise il 31 ottobre 1503: un dettaglio che richiama il legame tra arte, scienza e potere papale. Guarda altre foto del Cortile del Belvedere
TracciaRoma in Televisione

“TracciaRoma in televisione”. Una frase che diresti per fantasticare su un roseo futuro, un lontano miraggio “Immagina se..” ed invece è successo. TracciaRoma ospite a TV2000 mercoledì 26 marzo 2025 a L’Ora Solare. Roma, protagonista in positivo, della puntata andata in onda sul canale 28 in diretta nazionale. Il concretizzarsi di un sogno per un gruppo di ragazzi, che un giorno ha deciso di dare forma ad un pensiero comune a molti: dopo oltre 2000 anni di storia, si può ancora credere nell’eccezionale potenziale della propria città. “TracciaRoma nasce nel dicembre del 2020, un periodo di generale immobilismo ma in realtà di grande fermento e riflessione per un gruppo di ragazzi, che riconoscono di avere in comune principalmente due cose: una grande passione per la propria città, Roma, e l’aver maturato nel tempo capacità e competenze creative e artistiche.” Così abbiamo definito il nostro progetto, una riscoperta, una nuova consapevolezza di uno scenario comune, una città romantica e al contempo incredibilmente contraddittoria, maestosa e misteriosa nella sua bellezza incurante del tempo. TracciaRoma in televisione è stato possibile grazie all’impegno di tanti ragazzi e ragazze che nel corso di questi quasi 5 anni hanno contribuito, ognuno a suo modo, alla crescita del progetto: la possibilità di tracciare in tanti modi, i tantissimi punti degni di interesse della città, non solo quelli comunemente riconosciuti, ma anche quelli da scoprire, da apprezzare se guardati dal giusto punto di vista. Una foto, una traccia audio, un video, forme creative al servizio della bellezza. È doveroso quindi ringraziare tutti coloro che hanno voluto credere in questo progetto, chi continua a farlo e chi vorrà partecipare a questo ideale comune. Descrivere l’emozione nata dall’aver visto la propria “creatura” poter avere una visibilità nazionale, a stenti immaginabile, ci riempie di orgoglio e ci ricorda che si può credere fortemente nelle proprie idee. Coltivare passioni e trovare ognuno, a suo modo, la propria chiave per contribuire alla realizzazione di TracciaRoma, anche solo supportando e apprezzando le sue forme espressive. Il team di TracciaRoma
Roma Medievale: Santa Maria in Trastevere, Vicolo dell’Atleta e Santa Maria sopra Minerva

Roma è una città dove ogni angolo racconta secoli di storia e cultura. In questo itinerario della Roma medievale ti guideremo alla scoperta di tre luoghi imperdibili: la Basilica di Santa Maria in Trastevere, il misterioso Vicolo dell’Atleta e la splendida Santa Maria sopra Minerva. Grazie a questo percorso, potrai vivere un’esperienza immersiva tra arte, storia e spiritualità, perfetta per chi cerca un itinerario di visita a Roma ricco di fascino e tradizione. Santa Maria in Trastevere: Il Cuore della Storia Situata in una delle piazze più vivaci di Trastevere, la Basilica di Santa Maria in Trastevere è uno dei monumenti più antichi e iconici della città. Cosa Vedere Vicolo dell’Atleta: Tra Archeologia e Leggenda Il Vicolo dell’Atleta è un piccolo scrigno nel cuore di Trastevere, dove storia e mistero si intrecciano. Cosa Ammirare Santa Maria sopra Minerva: La Gemma Gotica di Roma Nel rione Pigna, a pochi passi dal Pantheon, sorge la Basilica di Santa Maria sopra Minerva, l’unica chiesa gotica di Roma. Costruita su un antico tempio dedicato a Minerva, la basilica si sviluppa nel corso dei secoli, integrando elementi del Cristianesimo e dell’arte gotica. Gli interni ospitano opere di maestri come Michelangelo, con il celebre Cristo Redentore e preziosi affreschi che narrano storie sacre. Cosa Vedere Scopri altri itinerari medievali nella capitale Informazioni Pratiche Ascolta il nostro podcast su queste chiese
Chiesa di Santa Maria Antiqua di Roma: Un Viaggio nella Storia e nell’Arte del Foro Romano

Nel cuore pulsante del Foro Romano, ai piedi del Colle Palatino, si trova la Chiesa di Santa Maria Antiqua, un angolo nascosto e affascinante che racconta la storia e l’evoluzione di Roma. Con affreschi risalenti dal VI all’XI secolo, questo sito storico è un’autentica testimonianza della cristianizzazione di Roma. Origini e Storia della Chiesa Costruita a metà del VI secolo, la Chiesa di Santa Maria Antiqua di Roma si trova in uno dei punti più rilevanti del Foro Romano, vicino al Tempio dei Dioscuri e alla Fonte di Giuturna. Come molte altre chiese della città, la sua costruzione è frutto di un processo di cristianizzazione che ha dato nuova vita agli edifici preesistenti, in questo caso quelli della Domus Flavia. Santa Maria Antiqua: storia del nome L’edificio fu destinato a diventare uno dei luoghi di culto principali della città, ma nel 847 d.C, a seguito di un forte terremoto, la chiesa fu sepolta dalle macerie della vicina Domus Tiberiana, il palazzo dell’imperatore Tiberio. I suoi beni e diritti furono trasferiti a una nuova chiesa, Santa Maria Nova, che oggi corrisponde alla basilica di Santa Francesca Romana. Dopo secoli di oblio, nel 1899, il sito fu riaperto al pubblico e ribattezzato come Santa Maria Antiqua. Arte e Cultura Santa Maria Antiqua non è solo un luogo di culto, ma anche un autentico scrigno di arte medievale e bizantina. La chiesa è decorata con circa 250 metri quadri di affreschi, che vanno dal VI all’XI secolo, un vero e proprio “museo della pittura romana” che le è valso il soprannome di “Cappella Sistina del Medioevo“. Gli affreschi all’interno della chiesa sono una testimonianza unica della transizione dall’arte romana all’arte bizantina e sono visibili su molte delle pareti, inclusa la celebre parete del “palinsesto”, che offre una straordinaria stratificazione pittorica. Il Palinsesto: Un Viaggio nei Secoli Un elemento che rende Santa Maria Antiqua unica è la parete chiamata Palinsesto, che si trova sulla destra dell’abside. Qui, la caduta di porzioni di intonaco ha permesso di scoprire quattro strati di pittura, che vanno dal V all’VIII secolo. Il primo strato è datato al VI secolo e presenta l’affresco della Madonna con il Bambino, una delle prime immagini della Vergine nel periodo bizantino. La Madonna, raffigurata come un’imperatrice bizantina, è seduta su un trono ricco di gemme, un’immagine che rispecchia l’iconografia dell’epoca. Il secondo strato, risalente al periodo tra il 565 e il 578, mostra un affresco dell’Annunciazione, in cui emerge l’influenza della pittura ellenizzante, altro tratto distintivo dell’arte bizantina. Le Stratificazioni Artistiche: Bizantine e Romane Oltre al palinsesto, gli affreschi del presbiterio mostrano la commistione tra l’arte cristiana-romana e quella bizantina. Il ciclo cristologico del presbiterio è diviso in due registri: il registro superiore racconta la vita di Cristo, mentre il registro inferiore è dedicato agli apostoli. Questo stile pittorico evoluto è visibile anche nell’abside, dove si trova l’Esaltazione della Croce, una delle opere più significative della pittura bizantina. Informazioni Utili NB L’ingresso alla chiesa è incluso nel biglietto del Foro Romano, che consente l’accesso anche al Palatino e al Colosseo per due giorni consecutivi. Orari: La chiesa è accessibile secondo gli orari di apertura del sito archeologico del Foro Romano. Gli orari possono variare; si consiglia di consultare il sito ufficiale per informazioni aggiornate. Come arrivare: Metro B (fermata Colosseo) + breve passeggiata Se ti trovi nel cuore del Foro Romano, non perdere l’opportunità di immergerti in un viaggio nel tempo e nella bellezza. La Chiesa di Santa Maria Antiqua è un frammento di Roma che conserva intatta la sua anima bizantina e romana, un vero tesoro da scoprire. Ascolta il nostro podcast su questa chiesa
Medioevo a Roma: Santa Maria in Cosmedin e San Giorgio al Velabro

Sapevi che accanto alla famosa Bocca della Verità si trovano due delle chiese più antiche del medioevo a Roma? Si tratta di Santa Maria in Cosmedin e San Giorgio al Velabro, due gioielli risalenti al VI e VIII secolo, con leggende e opere d’arte che raccontano la storia della città eterna.. Come Arrivare L’itinerario parte da Piazza della Bocca della Verità 18, facilmente raggiungibile con la Metro B (fermata Circo Massimo). Da lì, una breve passeggiata conduce alla Chiesa di Santa Maria in Cosmedin, mentre San Giorgio al Velabro si trova a pochi passi, in Via del Velabro 19. Santa Maria in Cosmedin: La Chiesa della Bocca della Verità Questa chiesa è famosa per la sua ricchezza decorativa, tanto che il nome “Cosmedin” deriva dal greco “preziosa”. Il suo nartece, l’atrio riservato ai catecumeni, ospita la celebre Bocca della Verità, una maschera marmorea legata a una leggenda medievale secondo cui morderebbe la mano dei bugiardi. Cosa Vedere all’Interno San Giorgio al Velabro: Tra Storia e Leggenda San Giorgio al Velabro sorge su antiche strutture romane e contiene colonne e capitelli riutilizzati da edifici precedenti. Questo luogo è anche legato alla leggenda di Romolo e Remo, che sarebbero stati trovati e allattati dalla lupa proprio nei pressi della chiesa. Cosa Ammirare Perché Percorrere Questa Traccia Queste due chiese rappresentano un perfetto esempio della continuità tra l’Antica Roma e il Medioevo Cristiano a Roma. Un breve ma affascinante percorso che unisce arte, leggenda e storia in uno degli angoli più suggestivi di Roma. Scopri altri itinerari medievali nella capitale Informazioni Pratiche Ascolta il nostro podcast su queste chiese
San Clemente e Santi Quattro Coronati: Viaggio tra le Chiese Medievali di Roma da Visitare

A pochi passi dal Colosseo si celano due delle chiese più affascinanti e misteriose di Roma da visitare: San Clemente e Santi Quattro Coronati. Un itinerario che attraversa secoli di storia, tra sotterranei nascosti e imponenti fortificazioni medievali. Come Arrivare L’itinerario parte da Via Labicana 95, sede della Basilica di San Clemente, raggiungibile dalla Metro B (fermata Colosseo). Dopo la visita, una breve passeggiata porta alla Basilica dei Santi Quattro Coronati, in Via dei Santi Quattro 20. Basilica di San Clemente: Tre Strati di Storia San Clemente è un vero e proprio stratificato di storia romana. Qui, tre livelli raccontano l’evoluzione della città: Cosa Ammirare Santi Quattro Coronati: La Fortezza Medievale di Roma Questa basilica-fortezza fu costruita nel 499 d.C. e ricostruita nel 1116 dopo le devastazioni di Roberto il Guiscardo. Oggi conserva un aspetto austero, ma al suo interno custodisce veri tesori artistici. Cosa Vedere Perché Percorrere Questa Traccia Questo percorso ti permette di immergerti nel cuore del Medioevo romano, scoprendo chiese che hanno vissuto trasformazioni straordinarie nel corso dei secoli. Un’esperienza unica tra spiritualità, arte e storia. Scopri altri itinerari di Roma Informazioni Pratiche Ascolta il nostro podcast su queste chiese
